Un doppio server di posta trasparente

Quasi per caso, quando abbiamo spostato la posta di gibilogic.com sul nostro server di posta, ci siamo “inventati” una soluzione di ridondanza per la posta elettronica che stiamo usando tuttora con soddisfazione. La tecnica è nata inizialmente per gestire semplicemente la fase di passaggio, ma ci siamo detti che non c’era nessun motivo per non mantenerla attiva, visto che si tratta di una soluzione semplice, economica, che non richiede complicazioni tecniche, e ci garantisce una protezione contro i guasti principali.

Vediamo nel dettaglio le caratteristiche, i vantaggi e gli svantaggi di questa soluzione.

Come dicevo, la tecnica è nata durante la fase di passaggio: una volta create le caselle sul nuovo server, ciascuno di noi ha creato un secondo account sul proprio client di posta (Thunderbird, ovviamente) per poter scaricare sia dall’uno che dall’altro server. In questo modo, durante la propagazione della modifica DNS che indicava il nuovo server come MX principale per il dominio, non ci siamo accorti di nulla: che la posta arrivasse sull’uno o sull’altro server, noi l’avremmo ricevuta comunque immediatamente.

Al momento di rimuovere l’account precedente e chiudere la posta sul procedente provider, abbiamo fatto due ragionamenti sui costi e le complicazioni legate a tenere invece attivo tale servizio. Abbiamo verificato che il costo presso il provider è irrilevante, se rapportato all’importanza della posta elettronica e al valore aggiunto dato dalla ridondanza. E quindi abbiamo lasciato tutto com’era.

Quindi:

  1. il nostro MX principale è situato sul nostro server
  2. il nostro MX secondario è situato presso un provider esterno
  3. se l’MX principale non raggiungibile per qualche motivo, la posta che ci viene inviata finisce automaticamente sul server secondario
  4. ogni volta che scarichiamo, noi interroghiamo sempre entrambi i server, quindi riceviamo la posta in ogni caso

Troppo bello per essere vero

Ovviamente questa soluzione ha delle limitazioni.

Innanzitutto, si applica esclusivamente a chi scarica interamente la posta in POP3 sulla propria postazione, e non a chi la consulta su un server tramite IMAP o altre soluzioni di posta centralizzata.

Inoltre, richiede che gli stessi account esistano su due server di posta separati, il che vuol dire che se cancelliamo o aggiungiamo una casella su un server, dobbiamo farlo anche sull’altro.

Infine, richiede la creazione di un account di posta aggiuntivo sul proprio client.

Per tutti questi motivi, la soluzione si applica preferibilmente a realtà con un numero limitato di utenti, che sappiano gestire il proprio client. Per realtà più grandi, è sicuramente il caso di pensare a soluzioni più trasparenti, che però richiedono una struttura più complessa. Ad esempio:

  • invece di affidarsi a un servizio di posta “esterno”, anche il secondo server potrebbe essere completamente sotto la nostra gestione; in tal modo sarebbe possibile creare degli script di sincronizzazione che mantengono automaticamente coerenti gli account da una parte e dall’altra
  • si potrebbero tenere sincronizzati sia gli account che i messaggi, in modo che la ridondanza funzioni anche lasciando la posta sul server
  • si potrebbe creare un server di posta “intermedio”, interno all’azienda, che si occupa di scaricare da entrambi i server esterni; così che sui client degli utenti si possa tornare ad avere un unico account di scarico

Questi sono solo alcuni esempi di soluzioni valide e diffuse, che però richiedono una infrastruttura maggiormente complessa e quindi anche investimenti maggiori. Per una piccola realtà una soluzione come la nostra potrebbe essere più che sufficiente.

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