Design Patterns

Non contento di approfondire aspetti sistemistici, come ha fatto prima con Samba e poi con Apache (serie che è tuttora in corso),  Cesare si dedica ora anche a sviscerare argomenti avanzati legati al mondo della programmazione. Vediamo di cosa si sta parlando.

Programmazione a oggetti

Un programmatore appena decente sa cos’è e come funziona la programmazione a oggetti. E’ vero che a seconda del linguaggio di programmazione abbiamo più o meno supporto e siamo più o meno portati ad utilizzare gli oggetti, tuttavia alla base di questa modalità di sviluppo ci sono diversi concetti generali che non possono mancare a chi abbia intenzione di fare qualcosa di più che dieci righe di Perl o di VbScript per un backup automatico notturno.

E’ noto che Java è uno dei linguaggi pià orientati agli oggetti, ma per esperienza personale posso dire che nemmeno Ruby scherza. Per chi non lo sapesse, Ruby è il linguaggio di scripting su cui si basa il famoso framework Ruby on Rails, che ha portato una piccola rivoluzione nel mondo dello sviluppo.

E PHP?

Chiaro, anche per chi usa il diffuso e maturo PHP si può programmare a oggetti, nonostante il linguaggio nasca come procedurale e il supporto sia stato aggiunto man mano.  Ma come accennavo prima, i concetti legati a questa modalità di sviluppo sono indipendenti dal linguaggio, e possono portare un notevole risparmio di lavoro grazie a una maggiore organizzazione e un maggior riutilizzo del codice.

Non è questa la sede per approfondire la teoria dell’OOP (Object Oriented Programming), tuttavia sappiate che si basa essenzialmente sulla creazione di classi, ovvero definizioni “teoriche” di cui possono essere create diverse istanze, denominate oggetti. La classe, e quindi l’oggetto, possono avere metodi (ovvero funzioni che restituiscono un valore o modificano l’oggetto) e proprietà (ovvero valori associati all’oggetto). Niente male come riassunto, ah? 🙂

Design patterns

I Design patterns sono “schemi” di costruzione del nostro codice che possono essere ripetutamente applicati per risolvere problemi che si incontrano frequentemente nella realizzazione di una applicazione. Pur non essendo strettamente legati alla programmazione a oggetti, si sposano bene con questa modalità di sviluppo, perchè anche i Design patterns cercano di applicare dei concetti teorici comuni, indipendenti dal linguaggio, per velocizzare lo sviluppo, organizzare meglio il codice, e riutilizzarlo.

Torniamo a Cesare…

Per approfondire proprio questa tecnologia di sviluppo, Cesare ha quindi affrontato uno specifico libro sull’argomento e ha iniziato una serie di articoli di “riepilogo” dei i concetti più interessanti. Dopo l’introduzione, la prima parte di articoli riguarda i Creational Patterns:

Avvertenza: sono argomenti avanzati, se non siete sviluppatori esperti probabilmente quanto riportato non vi sarà molto chiaro.

http://blog.gibilogic.com/2009/10/cesare-e-apache/, ov

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