Dayblog JAndBeyond 2010 – 1. giornata impegnativa

Bene, sono qui a Mainz, ridente cittadina tedesca, e ho passato la giornata a cercare i luoghi e i trasporti per l’evento, che inizia domani. Un disastro 🙂

Credo di avere fatto cento chilometri a piedi, oggi. Ma con calma: ripartiamo dall’inizio. Vi racconto tutto così la prossima volta sapete come organizzarvi meglio di me.

Mattiniero

L’aereo per Francoforte è alle 8 e 15, decido di arrivare con un anticipo che ritengo ragionevole: poco prima delle sette sono in aereoporto, a Orio Al Serio. E’ il delirio. Ci sono code infinite agli sportelli del check-in; non è stato pensato di fare un unico “serpentone”, così devi scegliere una coda a caso sperando sia la più veloce… alla fine la mia si rivela la più lenta. Qualcuno dà il peggio di sè, saltandola o rubando distrattamente qualche posto… insomma l’inizio non è male.

Dopo oltre mezz’ora sono pronto a precipitarmi al gate. Precipitarmi? La coda inizia, confusa e poco felice, ben al di fuori del cancello di entrata. Quando devo passare al metal detector, il mio gate sarebbe già chiuso da dieci minuti. Mi chiedono pure di accendere il PC per verificare che non sia un giocattolo della Chicco con dentro un esplosivo. Ma dico, l’hai visto il mio Vaio? Ti sembra il caso?

Corro fino al gate, sono il terzultimo a salire sul bus (con le maledizioni, immagino, degli altri passeggeri che aspettavano) e finalmente facciamo i cento metri che ci separano dall’aereo. Okay, nonostante tutto ce l’abbiamo fatta. Nel trambusto, non ho ancora fatto colazione, ma tant’è: prendo un cappuccino ufficiale Rynair.

Indovinate? Fa schifo 🙂

Fondista

Ho portato una mappa un po’ confusa della città, lo ammetto, ma faccio conto che tra indicazioni sparse per la città, ufficio del turismo, richieste di informazioni qualcuno sappia guidarmi fino a un Bed And Breakfast che compare per primo nella lista dei motori di ricerca. E’ un ragionamento un po’ geek, dite?

Invece si rivela una caccia al tesoro. Chiedo a una, due, tre, quattro, cinque, sei, sette persone e quasi nessuno conosce la via dove devo andare. Fortunatamente c’è vicino un edificio importante, a tentoni dopo un po’ ci arrivo. Situazione simpatica: un papà con bimbo e altro bimbo nel passeggino si ferma, tira fuori l’iPhone e ottiene una mappa via Internet.

Dopo un po’ finalmente arrivo. Tutto bene, il posticino è carino, unica controindicazione: non offre la colazione. Ma non doveva esserci un etimologia ben precisa dietro al nome “Bed & Breakfast“?

Maratoneta

Ma è nel cercare il luogo dell’evento che devo dare fondo a tutte le mie energie. Da qui vicino al B&B prendo un treno fino alla stazione di Wiesbaden, da lì mi incammino e poi chiedo. Due non sanno che dire. Uno mi dice che sono 5 chilometri ma che vale la pena farli, è una bella giornata. Un’altra mi rimanda indietro da una strada che forse era giusta. Un altro mi dice che sono 10 chilometri. E in tutto questo vado avanti, indietro, a destra e a sinistra perchè non ho ancora capito – distanza a parte – qual è esattamente la strada che porta a Naurod

Trovo due autobus che vanno là: prendo il primo che arriva, ovviamente quello che arriva proprio alla sede dell’evento era l’altro. Arrivo più vicino che posso con il bus (lontanissimo, ci avrei messo una vita a piedi) e poi faccio l’ultimo chilometro o giù di lì a piedi. Su una strada a scorrimento veloce. Senza spazio accanto alle corsie. Ok, capito: la passeggiata è fuori discussione.

Asceta

Il posto è da meditazione, stanzette  piccole, fontanelle interne, sentierini nei boschi. Non trovo nessuno, scopro che tra poco c’è un autobus che torna giù a Wiesbaden, non esito e riparto. Cambio nuovamente il bus perchè uno dei due fa corsa limitata, arrivo a Wiesbaden, mi strafogo con tramezzini e patatine e birra formato maxi e poi faccio per tornarmene a Mainz. Altra situazione simpatica: fuori dalla stazione di Wiesbaden una maglietta di Joomla attira la mia attenzione, guardo il proprietario ed è  Joseph Le Blanc. Mi presento, facciamo due parole, cerchiamo insieme gli orari del bus per il giorno dopo per concludere che non ce ne sono ed è meglio andare in taxi.

Certo, potevano farlo più vicino alla civiltà questo JAndBeyond, vero?

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